OPELPO
L'OPificio
di ELaborazione POtenziale (OPELPO) nasce il 14 luglio 1998, in omaggio alla
presa della Bastiglia e della coppa Rimet da parte dei francesi, cui si deve la
creazione di OULIPO e di ALAMO.
Lo
fondano, in ordine alfabetico, Ruggero
Campagnoli, Marco
Maiocchi, Aldo Spinelli.
In
origine, all'opificio manca
uno stabilimento, ma è comunque una fabbrica, ovvero un centro di attività
superflue per l’elaborazione di
strutture dotate di carattere potenziale.
Le
strutture sono congiunzioni di restrizioni
potenzialmente
utilizzabili per la produzione di finzioni
artistiche di ogni genere e specie. Il loro carattere potenziale
svanisce ovviamente all'atto della prima esecuzione,
che ne è appunto attualizzazione. Per propensione ludica (in senso huizinghiano)
si protrae convenzionalmente la potenzialità
fino alla seconda esecuzione esclusa,
la quale, togliendo alla struttura
definitivamente il carattere potenziale,
cessa di riguardare l'OPELPO.
Per
evitare che l'atto ludico di ammettere una prima esecuzione
stravolga i principi, l'attenzione alla struttura
prevale sull'attenzione all'esecuzione,
e nell'esecuzione è conservato al
massimo l'aroma della potenzialità
appena perduta. Ciò si ottiene attraverso la creazione di strutture la cui esecuzione
sia acrobatica, ovvero le cui restrizioni
si avvicinino notevolmente al limite dell'impossibilità d'esecuzione*.
Ciò esclude ovviamente strutture la
cui esecuzione non renda sensibile la
presenza di restrizioni.
Riconoscendo
la dichiarazione dei diritti dell’uomo, l’OPELPO rifugge tuttavia da ogni
esoterismo. Consegnando all'umanità le proprie strutture,
perché vengano liberamente utilizzate dalla seconda esecuzione in poi (salvo qualche eventuale brevetto), le rende
esplicite, insieme con la loro prima esecuzione,
nella sua Biblioteca Opelpiana,
pubblicazione a supporto cartaceo o elettronico o altro.
Nell’OPELPO
si entra per cooptazione postulata al direttorio o su invito. La cooptazione è
seguita dall’iscrizione all'OPELPO. Il direttorio è formato da tre direttori;
i direttori corrispondono ai fondatori.
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*Accanto
a queste strutture "dure", l'OPELPO accetta tuttavia lo svago di
dedicarsi a strutture "molli". Troverebbe però indecente non
riconoscere la loro mollezza.